Giorno 4, Punta San Vigilio - Malga Brione (11 luglio 2015)
Neanche la notte e la brezza del lago hanno portato la freschezza tanto desiderata, la temperatura è elevata già di primo mattino e cominciamo a sudare dopo pochi passi. La strada comincia subito in salita, per buona parte della giornata cammineremo in direzione nord, non sulla costa del lago ma sul fianco del monte Baldo, seguendo gli antichi sentieri medievali situati tra gli oliveti ad un'altitudine media di 200-300 metri. Il sentiero che seguiamo è il "Sentiero del Pellegrino", segnalato da una conchiglia, in pieno stile Camino de Santiago: non ho mai fatto il Camino, ma non credo che nel suo percorso possa vantare dei panorami così belli su un grande lago, mentre si cammina immersi negli oliveti. Sotto di noi intravediamo la baia di punta San Vigilio e Torri del Benaco, caratterizzata dal grande castello scaligero e dalle sue limonare, mentre nel versante bresciano ammiriamo le montagne che si innalzano ripide sul lago, notando soprattutto il Monte Pizzocolo, soprannominato "Naso di Napoleone" per la sua caratteristica forma… a naso! I due nuovi arrivati del gruppo si integrano bene nella compagnia, sono dei camminatori hard-core e gran giocherelloni, e il gruppo avanza con gioia tra le file di olivi. Passiamo accanto ad antiche incisioni rupestri e attraversiamo affascinanti borghi di pietra affacciati sul lago, come Crero, prima di scendere nuovamente a livello lago, a Pai, dove ci concediamo una piccola pausa.
I due nuovi acquisti: Stefano e Francesco
La spiaggia di fronte all'oliveto nel quale abbiamo campeggiato
Punta San Vigilio
Lungo il Percorso del Pellegrino
Anche qua la conchiglia, sembra di essere a Santiago...
Il Sentiero del Pellegrino è un continuo su e giù, non si scende o sale molto, ma a fine giornata le gambe accuseranno non poco lo sforzo. A tratti il percorso non è segnalato bene e noi lo perdiamo, seguendo uno dei tanti sentieri antichi presenti nella zona: finiamo in proprietà private, ma conosciamo anche una simpatica coppia tosco-lucana, che ha deciso di cambiare vita, restaurare una vecchia casa di pietra isolata in questa bellissima parte del lago e vivere in tranquillità… come dargli torto! Il sentiero lo ritroviamo poco dopo, raggiungiamo l'abitato di Biazza per poi arrivare all'ambita meta di Campo, dove ci godiamo il pranzo ed il meritato riposo, sotto l'ombra degli olivi, nella pace che contraddistingue questo piccolo borgo medievale abbandonato. A Campo vivono ancora poche persone, un paio di famiglie, il resto del paesino è abbandonato, è raggiungibile solo seguendo una mulattiera e questo ha fatto si che si spopolasse. In compenso, qua non si trovano le masse di turisti che affollano la costa del lago, si respira un'atmosfera arcaica, tra case diroccate, stradine acciottolate, volti in pietra, una rinfrescante fontana e un'antica chiesetta affrescata, che solo camminatori e mountain-bikers possono apprezzare. Noi l'apprezziamo - eccome! - sdraiati, ad occhi chiusi, rilassando i muscoli ed ascoltando il silenzio.
La Compagnia dell'Anello! Ora siamo in nove!
Stradine acciottolate di Campo
Karam, il dormiglione del gruppo, in un riposino a Campo
Riprendiamo a camminare ma commettiamo un errore che abbasserà notevolmente il nostro livello di energie: sbagliamo strada, seguendo una mulattiera che sale ripidissima in una delle ore più calde della giornata, per raggiungere una piccola chiesa perduta nel bosco, per quindi scendere nuovamente a livello lago. Uno sforzo evitabile, trecento metri di dislivello inutili, con l'unica consolazione della scoperta dei solchi lasciati sulle pietre delle mulattiere dai carri trainati dagli asini che si dirigevano verso il monte Baldo. Il morale dei ragazzi è abbastanza basso, la tappa è tutt'altro che finita, abbiamo camminato già per 23 km e mancano ancora mille metri di dislivello. Oggi è il giorno tanto atteso, inizia la salita verso il monte Baldo: il monte l'abbiamo visto sin dalla prima tappa, sarà la prima vera montagna del GR VR, temuta soprattutto da Maurizio, che da giorni si preoccupava per la difficoltà della scalata. A ragione, scopriremo poi… Ad Assenza potremmo anche fare a meno di scendere, ma la tentazione di un ultimo bagno nelle acque del lago, la visione di freschi e deliziosi gelati e di qualche bella turista ci convincono. Stiamo in ammollo nell'acqua per una mezz'oretta, utile per l'animo del gruppo e per riprendere le forze, facciamo la spesa per la cena, la colazione ed il pranzo del giorno dopo e cominciamo ciò che sarà il nostro calvario: quasi mille metri di dislivello in cinque km.
Si scende verso Assenza
Pausa gelato!
Il porto di Assenza
Basta guardare in su e capiamo subito che non sarà facile, la salita è subito arcigna, le stradine di Assenza si arrampicano per il fianco del monte Baldo con pendenze proibitive. La Punta Veleno, incubo per ogni ciclista che passa dal lago di Garda, è qua vicino e le paurose pendenze di quella salita vengono riproposte anche nel sentiero che affrontiamo. Arriviamo a Sommavilla, appena sopra Assenza, con il gruppo già allungatissimo, ma bisogna andare su del proprio, passo senza sforzare. Facciamo rifornimento d'acqua in una fonte lì vicina, indicataci da una signora del luogo, che si ferma a fare quattro chiacchiere. "Ma dove andate così tutti carichi?" - "A Malga Brione! Quanto manca??" - "Ah, ci andavo quando ero giovane, mi sa che sono tre ore!". La risposta peggiore che poteva darci. Tre ore a queste condizioni sono un po' troppe, noi speriamo che la sua memoria faccia cilecca e ricominciamo a salire, con l'animo non del tutto alto. Il sentiero, che prima seguiva una stretta strada asfaltata, ora si inoltra nel bosco e le pendenze si fanno ancora più proibitive, con la marcia che si fa più difficile anche a causa del terreno sdrucciolevole, composto da pietrame che ad ogni passo ci fa scivolare di un altro mezzo all'indietro. Inoltre, nel bosco l'umidità si alza ancor di più e la fitta vegetazione ci toglie il piacere della vista del lago: intorno a noi vediamo solo alberi ed un sentiero che si arrampica su per la montagna. Le pause sono molte, bisogna tirare il fiato, bere molto ed aspettare i compagni rimasti indietro e solo in alcuni casi la vegetazione si dirada per lasciar spazio alla vista del lago e della montagna. Non sappiamo neanche per quanto tempo continuiamo così, ma ad un certo punto avvistiamo un enorme traliccio dell'elettricità e capiamo che ormai il tratto duro della salita è terminato. In prossimità del traliccio si apre infatti una piccola spianata, dove noi ne approfittiamo per riposarci ed aspettare il resto della compagnia. Intanto, esplorando la zona circostante, scopriamo una sorgente d'acqua fresca nel bosco, per noi è una gioia poter bere a volontà e rinfrescarci.
Il Mauri chiede informazioni sulla salita
Il mitico passaggio della bottiglia! Meglio di Coppi e Bartali
La terribile salita da Assenza
Secondo la mappa, non manca molto a Malga Brione, la meta della nostra tappa, ma il sole sta tramontando e bisogna fare in fretta. Il sentiero sale ancora un po', ma è questione di pochi minuti, un'altra piccola radura si apre e finalmente appare la malga. Siamo stanchi morti, ma saltiamo di gioia nel vedere il vecchio edificio, recentemente ristrutturato dal Gruppo Attività Speleologica Veronese ed ora adibito a bivacco. Al piano terra sono presenti un paio di lettini, mentre nel secondo piano troviamo la cucina e la terrazza, con splendida vista sul lago di Garda. Ci fermiamo tutti ad ammirare il tramonto sul lago, uno dei più bei momenti di tutto il GR VR, e la nostra felicità aumenta quando troviamo una bottiglia di vino tra gli scaffali della cucina: ripromettendoci di rimpiazzarla al più presto, la stappiamo e brindiamo per la tappa portata a termine. Siamo felici e stremati e consumiamo la nostra cena sul grande tavolo della cucina, illuminati dalla luce delle candele e dal fuoco del camino, in compagnia di un paio di ghiri che ci guardano incuriositi ed anche un po' affamati. E' ormai notte, c'è chi si sistema nei letti al piano terra e chi pianta le tende intorno alla casa, consci che domani sarà una giornata difficile, probabilmente la più difficile del GR VR. Bisogna conquistare la vetta più alta, la punta Telegrafo, a 2200 mt.
Andrea, felicissimo per essere arrivato a Malga Brione
Contemplazione del panorama dalla malga
Santiago, mastro focaio della serata
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