martedì 9 febbraio 2016

Il Percorso

Il Percoso

Mentre ero in Nuova Zelanda, terra che si presta a numerose camminate, spesso in solitudine tra montagne imponenti e paesaggi selvaggi, ho avuto l'idea di progettare un giro circolare che potesse toccare alcune delle località più affascinanti della provincia di Verona. In Nuova Zelanda vanno matti per le lunghe camminate (come le Great Walks), in Francia pure (le Grandes Randonnèes), quindi mi sono proposto di fare qualcosa di simile nella provincia di Verona, un territorio estremamente vario e ricco di attrazioni. In Italia non siamo ancora organizzati con un buon sistema di "grandi camminate", non si trovano ancora molte informazioni. A parte le Alte Vie delle Alpi, la Via Francigena e forse un altro paio di sentieri di lunga percorrenza, non ci sono libri e guide che descrivano i tracciati in maniera meticolosa (leggere, per esempio, le Topo-guides francesi, per capire cosa vuol dire "meticolosa"), mentre le cose vanno molto meglio con i sentieri che si possono fare in giornata. Il GR VR è nato soprattutto per divertimento, quello mio e degli amici che hanno camminato lungo i sentieri della provincia, ma anche come proposta per gli organi provinciali del turismo o per associazioni tipo CAI, sarebbe bello che la provincia avesse la propria "Grande Randonnèe" ufficiale. Molti amanti dei viaggi a piedi potrebbero approfittare di questo cammino, così come gli amanti dello slow travel, del turismo a contatto con la natura e del turismo enogastronomico. Sono convinto che questa maniera di viaggiare, a piedi o in bicicletta, sia la scelta migliore, in fondo solo così si possono apprezzare certi aspetti che con il "turismo Ryanair" o "turismo fast-food" (cioè visitare tutto velocemente, caricando gli occhi di troppi immagini ma non di odori, suoni e le sensazioni che solo la lentezza sa dare) non si noterebbero.
Dopo giorni di progettazione dal paese australe, aiutandomi solamente con internet (a tal proposito, questo sito è stato molto utile http://www.mapslow.eu/it/) o cartine scannerizzate ed inviate via mail, tornato a casa ho potuto finalizzare il GR VR grazie alle cartine CAI sulla Valpolicella, i Lessini, il Baldo, il gruppo del Carega e le colline orientali, buone ma alcune di esse un po' troppo vecchie. Fa sorridere, a questo proposito, il ponte ciclopedonale che avrebbe dovuto collegare le due sponde dell'Adige all'altezza della Chiusa, segnalato sulle cartine e che secondo le previsioni avrebbe dovuto essere stato costruito da lì a breve: la cartina è del 1987 e del ponte nemmeno l'esistenza. Il lavoro non è stato facile, perché volevo collegare le località della provincia che più amavo senza creare un percorso troppo lungo o "serpentoso", ma anche per collegare i sentieri ho trovato qualche difficoltà, soprattutto nelle aree vicino all'Adige tra Baldo e Lessini, nelle quali sono stato costretto a fare passare il tracciato sugli unici due ponti che lo attraversano, a Peri e a Sega.
Il GR VR è lungo circa 260 km, noi l'abbiamo terminato in 10 giorni, camminando una media di 26 km al giorno, e la vetta più alta raggiunta è quella del rifugio Telegrafo, sul Monte Baldo, a 2150 mt sul livello del mare. Il percorso comincia a Veronetta, prosegue sulle Torricelle, scende ad Avesa e continua seguendo il sentiero internazionale E5 nel vajo Borago, fino a Montecchio. Da Montecchio si scende a Negrar, poi si attraversa la Valpolicella, per un saliscendi che passa per il colle della Masua, San Floriano e le colline di Fumane. Da Fumane la strada comincia a salire con pendenze più marcate, verso il Santuario delle Salette prima, e Cavalo poi. Da Cavalo si raggiunge Monte e la zona dei forti, per poi scendere in Val D'Adige, a Ceraino, da dove si prosegue lungo un sentiero non segnalato ed invaso dalla vegetazione, ovvero quello delle ex rotaie del vecchio treno per Trento, che prevede anche l'attraversamento di una lunga galleria oscura. Da Volargne il sentiero è costretto a passare per la zona dei marmifici per poter raggiungere il ponte di Sega - Ponton, da dove si può seguire un altro vecchio percorso ferroviario, quello della Val Tasso, che collegava Verona con Caprino. Dall Val Tasso si sbuca nella zona industriale di Affi, poi si affianca il monte Moscal fino ad Incaffi, si scende per la Val Sorda e si raggiunge Bardolino: da li si cammina lungo il lungolago fino a Punta San Vigilio. Da Punta San Vigilio si lascia il lago e si segue il sentiero del pellegrino, un continuo saliscendi che passa anche per il villaggio quasi abbandonato di Campo, fino ad Assenza. Ad Assenza comincia una difficile e pendente salita che porta fino a Malga Brione e quindi al rifugio Telegrafo. Dal Telegrafo è discesa fino alla val d'Adige, passando per il rifugio Novezzina e il Pian di Festa. Da Peri si ricomincia a salire, in direzione Breonio, poi su e giù per i bassi Lessini, a Gorgusello, Molina, Vaggimal e il Ponte di Veja. Dal Ponte di Veja si costeggia il Vajo dell'Anguilla fino ad Erbezzo, quindi si entra nel vajo da Arnezzo, raggiungendo gli alti Lessini in prossimità del rifugio Podestaria, proseguendo in quota verso San Giorgio, malga Malera e passo Malera. Si scende di nuovo, in direzione del rifugio Pertica: siamo ormai nel gruppo del Carega, si prosegue per la vecchia strada militare fino al rifugio Scalorbi e si scende fino a Giazza. Di nuovo salita, questa volta in direzione di Camposilvano, passando per contrada Tezze, poi San Francesco e giù per il Vajo Squaranto, fino all'ultima vera salita del percorso, che porta fino a Cerro Veronese. Da Cerro si prosegue seguendo più o meno la dorsale della collina, scendendo progressivamente sopra Romagnano, San Fidenzio, la zona del castello di Montorio e quindi giù nel paese di Montorio in pianura. Gli ultimi km conducono fino a San Michele, dove si ritrova l'Adige, che verrà seguito fino ad arrivare in centro città, a piazza Bra.
Partenza l'8 luglio, ritorno il 17 luglio.

Tappa 1:
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Tappa 2:
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Tappa 3:
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Tappa 4:
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Tappa 5:
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Tappa 6:
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Tappa 7:
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Tappa 8:
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Tappa 9:
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Tappa 10
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